Beyond the Border – Intro

[scroll down for English translation]

C’era una volta un fiore, sbocciato sul ramo longilineo di un melo. Con il passare del tempo e delle stagioni, quel fiore si trasformò in un frutto. Diventò maturo e venne colto da una mano callosa. La mano apparteneva a un uomo con il viso segnato dal tempo, un berretto nero e un gilet grigio sopra a un maglione crema con le trecce. La mela sentì che la mano callosa la depositava in un cesto, insieme a molte sue sorelle. Poi si sentì sollevare, appoggiare su una superficie che vibrava e alla vibrazione si aggiunse il borbottare di un camioncino. Dopo avere corso per un po’, il camioncino rallentò. Dalla cesta, la mela vide scorrere accanto a sè le mura di pietra di un castello. Poi sentì il profumo dell’erba e il camioncino fermarsi. La mela e le sue sorelle vennero scaricate e disposte, insieme ad alcune cugine banane e a delle prozie arance, in una ciotola di plastica da cui vedevano l’interno di un tendone bianco di plastica e acciaio. Una mano con unghie tonde e mal curate e un anello d’argento intorno al dito medio la raccolse e la mise in uno zaino nero. Rimase chiusa in quello zaino per molti giorni, sepolta dai vestiti e stretta fra una bottiglia d’acqua e un quaderno d’appunti. Non sapeva la mela che quel vociare che sentiva era un susseguirsi serrato di performance di storytelling. Non vide, chiusa com’era nello zaino, la proprietaria di quella mano con l’anello preparare la valigia, qualche giorno dopo, china in una tenda tonda decorata da bandierine colorate. Sentì sussultare, ma non sapeva che era il motore del van che portava quella persona e altre cinque da Llantiwit Major a Bristol. Si sentì sollevare, ma non sapeva che quella sensazione era causata da un aereo, che decollava dall’aeroporto di Bristol per volare verso quello di Treviso. Quando rivide la luce, si ritrovo in una casa fresca e con piastrelle di cotto sul pavimento. Poi venne poggiata su un tappeto, sentì il “click” di una fotografia. Poi venne azzannata.

giphy

Sono atterrata in Italia circa quattro ore fa e ora sono a casa, nella mia camera. Ma questa mattina ho salutato l’alba seduta su uno scoglio. Ho guardato il sole espandersi sulle striate e inaccessibili coste gallesi e sentito il rumore della marea che si alzava e ci ricacciava al mondo terreno di cui siamo abitanti.

Questa mattina ho osservato la superficie della bolla iridescente che mi circondava, l’ho sfiorata senza davvero toccarla, e poi ho allungato una gamba in avanti. Ho fatto un passo e la bolla è esplosa, come è naturale che succeda.

Questa mattina ho lasciato il St Donats Castle nella Vale of Glamorgan, dove dal 1 al 3 luglio si è tenuto il festival di storytelling Beyond the Border. Sono stati tre giorni ricchi di magia, incanto, immagini, risate e qualche lacrima. Ne parlerò qui, un giorno alla volta, per condividere con me stessa e con chi avrà voglia di leggere che cosa accade durante un evento unico come questo festival.

IMG_0445.JPG

 ***

Once upon a time there was a flower, blooming on the branch of an apple tree. Time passed, seasons changed, and that flower became a fruit. One day it was picked by a callous hand. The apple felt the hand putting her in a basket, together with her sisters. Then she felt the basket being lifted and placed on a surface which was vibrating. The vibration was joined by the gabble of a small truck. They run for a while and then the truck slowed down. From the basket, the apple could see the stone walls of a castle. Then she smelled grass and the truck stopped. The apple and her sisters, together with bananas (cousins) and oranges (aunts), were taken out of the basket and put in a plastic bowl. From there, she could see the upper part of a big white plastic tent. A hand with unkept fingernails and a silver ring around the middle finger picked her up and put her inside a black backpack. There she stayed, for many days, squished in between a water bottle and a notepad. The apple could not know that the voices she heard belonged to wonderful storytellers telling their stories. She did not see, some days after, that girl with shabby fingernails packing her suitcase in a round tent adorned with small flags. She felt the bumping while they were moving, but she did not know that was a taxi taking that girl and five other people to Bristol airport. She felt a change of pressure, but did not know that was because she was on a plane going to Treviso, Italy. When she saw light again, she found herself in a house with terracotta tiles on the floor. She was put on a white rug and she heard the noise of a picture being taken. Then she was bitten.

I landed four hours ago and now I am home, in my room. This morning I saluted the sunrise sitting on a rock on the shore. I watched as the sun stretched on striated and inaccessible Welsh cliffs. I listened to the sound of the tide rising and forcing us to go back to our earthly world.

This morning I observed the opalescent bubble around me. I put my fingers close to its surface, without touching it. Then I said “Goodbye” and the waves of my voice made the bubble explode. This is how life works.

This morning I left St Donats Castle in the Vale of Glamorgan where, from July 1st to 3rd,  storytelling festival Beyond the Border took place. These three days have been full of magic, enchantment, images, laughs and there were also some tears. I will tell my experience in this blog, day by day, for myself and for all those who will want to read it.


Serena Zampolli

1 COMMENT
  • Manuela
    Reply

    Due Welsh sisters della tua mela aspettano il loro destino nel mio portafrutta,,,,

Leave a Reply to Manuela Cancel reply